Un ringraziamento sentito a
Pino Scaccia per la
gentile concessione di questa testimonianza.
Un'emozione in piu' sulla riviera del Conero
Scoprii Portonovo di notte, giusto trent’anni fa. Era il '71, ero arrivato
nelle Marche per la nascita del "Corriere Adriatico". Quella sera pioveva.
L'acqua era cosi' chiara che si vedevano le gocce infilarsi nel mare. Al buio
non si vedeva altro eppure "sentivo" di stare al centro del paradiso. Una
pace. Fantastico. C'erano ancora le baracche abusive a quel tempo. Non mi
davano tanto fastidio le baracche quanto le transenne, come se qualcuno si
fosse appropriato di un posto che doveva essere di tutti. Al giornale ci
battemmo per eliminare quello scandalo (fu la prima di numerose battaglie) e
ancora qualcuno, forse, ce l'ha con noi.
A Portonovo e' legata anche la mia amicizia con Claudio Baglioni. Stavo
andando a Sirolo per "Speciale tre milioni", una trasmissione televisiva molto
importante, zeppa di nomi celebri. Avevo una "spiderina". Al bivio, appunto,
per Portonovo scopro un ragazzo capellone con una chitarra sulle spalle.
Istintivamente raccolgo la sua richiesta di autostop. A quel tempo Baglioni
era uno sconosciuto. Due parole, simpatia immediata, la scoperta di essere
nati a Roma in due palazzi praticati attaccati. I saluti, sulla piazzetta di
Sirolo. Quando me lo rivedo cantare, piu' tardi, scopro chi e'. E anche lui
scopre che il mio era un viaggio di lavoro. Le spiegazioni e poi un'amicizia
che nasce spontanea e che va avanti soprattutto nei mesi immediatamente
seguenti. Conservo ancora certe sue lettere in cui mi confidava i primi
successi e poi le delusioni. E ogni volta che ci risentiamo, anche oggi, viene
fuori quasi subito la Riviera del Conero.
Nel posto piu' in vista del mio studio, a casa, c'e' una litografia di
Cazzaniga. Le ginestre. Che belle le ginestre del Conero: ti rimangono dentro,
non sono solo colori come l'acqua giu' a Portonovo non e' solo acqua.
Emozioni. Ecco, ci sono pochi posti al mondo capaci di darti emozioni.
Basta andare una sera in fondo a quelle curve sinuose gialle di ginestre
anche di notte, per capire.
Pino Scaccia